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    January 27

    Allievi di Allevi

     
     "Ho coltivato nel mio spirito un giardino di rose;
    l'ho nascosto dietro una scorza dura.
    Fuori ho messo un cartello per vietare l'ingresso ai cattivi: NO CONCEPT"
     
    Con queste poche parole, che esprimono a perfezione l'essenza che trasuda da parole, gesti, note, Giovanni Allevi presenta il suo primo album di successo internazionale.
    Ho avuto la fortuna di poter assistere a un suo concerto, in un meraviglioso chiostro di Sorrento, a fine estate scorsa.
    Le luci soffuse al punto giusto, una vegetazione curatissima e intonata intorno; davanti a noi, pochi privilegiati in un luogo così raccolto, solo un palchetto, un elegante piano a coda, e una cascata di riccioli e talenti, e di note vibranti.
    Raramente l'atmosfera si sposa tanto romanticamente con i suoni che vi si diffondono.
    E dà i brividi.
    Vorresti non finisse mai, che questo pianista che sembra un bambino ingenuo e piovuto lì per caso, suonasse ancora per te, accompagnandoti fino alla calma del sonno.
    E invece questo dottore in filosofia trentottenne tutto musica e sorrisi, termina ogni pezzo, si alza, prende il microfono, e parte, voce bassa e una specie di incredulità, a presentare il pezzo successivo.
    Racconta com'è nato, e dove, in che punto di New York, o della sua vita, si trovava, quando gli è venuto fuori quel fiume di note che mai, tu fremente sulla tua poltroncina, avresti potuto pensare si assemblassero così naturalmente, nelle dita fatate di un ragazzotto semplice, quasi maldestro, sinceramente simpatico, e gioioso.
    Così gioioso, che a poco più di un anno dalla sua audizione al Blue Note di New York (storico tempio internazionale del jazz), vien fuori con un altro album: JOY. 
     
    Mentre io attendo di sentire questo ultimo lavoro, voi non potete non aver capito di chi sto parlando: pensate ai più begli spot BMW (tra cui l'ultimo: "sei ancora capace di perderti?"), e vi verrà subito alla mente l'ineffabile sottofondo musicale.. Eccolo. E' lui.
     
     
     
     
     
    January 03

    settando il duemilasette

     
    Eccolo giunto.
    Inesorabile, quando ci si mette!
    Il nuovo arrivato si è portato via un anno davvero vissuto, sfruttato, con momenti terribili e bellissimi, come tutte le cose veramente intense.
    Non avrei voluto lasciarlo andare: quando ricapita un anno così??
    Infatti ho accolto con diffidenza il 2007.  E ho stabilito un patto con lui: o sei bello almeno quanto il 2006, o ti rimpiazzo anzitempo col 2008.
    Prendere o lasciare.
    Spero vivamente che prenda.