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January 27 profumo di sogniNon so ancora bene cosa sarà del mio prossimo futuro accademico-professionale, ma è da stamattina che cerco di restare coi piedi per terra, e contemporaneamente mi inebrio di speranze... E se anche dovessero restare tali, e se nemmeno i gradini che possono condurmici fossero percorribili... Nessuna cosa ha il profumo di questa adrenalina... Nessuna cosa ha il profumo dei propri sogni! January 08 La tErrA Siamo arrivati a Giovinazzo alle 12 di un giorno in mezzo alle feste. Inaspettatamente sembrava, per il silenzio e la pulizia, e l'ordine e la calma, di arrivare all'alba in un centro che doveva ancora svegliarsi. E mia madre, che in quell'armonia vitale e illuminata dal bianco della pietra di Trani è nata e cresciuta, sembrava una ragazzina emozionata, e orgogliosa di mostrare a noi, che ci mancavamo da troppo e ancora ci sentivamo un pò ospiti, quanto brava fosse a ricordare tutte le strade, e a guidarci meglio di quanto il navigatore satellitare fosse riuscito a fare fino a quel momento. Il forno di quando era bambina, portato avanti dal figlio del panettiere. Il profumo dei taralli al finocchietto, imbustati e da portare a casa a testimonianza del valore dei racconti che hanno accompagnato la nostra infanzia. La "focaccia" appena sfornata, profumata e calda, mangiata nel silenzio sul lungomare, alla ricerca di un raggio di sole, godendoci il profumo unico e forte di quel blu intenso e cangiante, appena increspato, che nei miei ricordi di bambina cresciuta lontano dal mare era così terrorizzante, e che ora sembrava appartenermi, anche solo per un giorno.. Tutto sapeva di buono. Nei giri fatti in auto tra le strade ricolme di localini mondani, in cerca di un negozio che poi ovviamente non abbiamo trovato, è stato semplicemente bello scorgere gli angoli, e le arcate e i cortili che conducono l'occhio all'incantevole porticciolo dei pescatori completamente rimesso a nuovo, e che risultano familiari ai miei ricordi delle poche estati trascorse da piccola in questo paesino vivace e festaiolo. D'un tratto, alla mia destra, ecco la scalinata monumentale della grande chiesa di san domenico, che tante volte mi era sembrata infinita nel percorrerla da bambina, e su cui un mattino avevo trovato un uccellino piccolissimo, in fin di vita, e ci ero stata malissimo per tutto il giorno. Arrivati da mia zia, purtroppo nella casa nuova, così moderna, ma per fortuna affacciata praticamente sul mare, mi sono sentita molto presto parte di quella calma che all'arrivo mi aveva tanto impressionata. E' vero, forse sono troppo sentimentale. Ma l'ottimo pranzetto che aveva preparato per noi sapeva di genuino, odorava di casa, di mare, di cura, di tempo dedicato. Ed è stato fin troppo facile sentirmi uno di quei personaggi dei tanti film di affreschi italiani come La terra, in cui il coprotagonista partito da un piccolo borgo del Mezzogiorno è andato lontano, ha fatto fortuuna, e tornato per caso alla realtà in cui è nato, all'arrivo si sente disadattato e lontano, e finisce pian piano con lo scoprire e il godersi il suo crescente senso di appartenenza, e appagamento. Ero tornata in Puglia altre due volte, a meno di sedici anni, per eventi fasti e nefasti. E, forse perchè presa dal vivere quelli, avevo apprezzato con una certa noia arrogante le poche sortite a Giovinazzo. Come se già sapessi tutto, e già tutto scontatamente mi appartenesse, di quei posti. Ora, dopo quasi dieci anni, arrivo nei luoghi dell'infanzia di mia madre, e un pochino anche miei, e guardandola avanzare emozionata tra gli alberi che conducono alll'Altare della Rimembranza (dei caduti in guerra), mi sembra impossibile non aver capito prima come mai ho una mamma tanto romantica e sentimentale. |
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